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Tuesday, 13 March 2012

Archetipi


Introduzione


Nell’idea Platonica gli archetipi rappresentano i modelli delle cose inanimate o animate del mondo fisico. Tutto il creato è tale grazie ad essi, ma non per questo possiamo associarvi una forma ben definita come per gli oggetti fisici che ci circondano. Questi modelli non sono altro che esseri-pensiero, e come tali per loro natura tendono a mutare, o meglio metamorfosare in altre forme rapidamente. Inoltre l’archetipo grazie a questa capacità di trasformarsi si differenzia dalla sua forma fisica corrispondente. 

Come chi plasma un pezzo di creta si trova a partire da un blocco ovoidale e pian piano spostando la materia con le dita riesce a modellarne varie figure sempre più complesse, come l’uovo diventa il pulcino, o il bocciolo il fiore, così le opere rappresentate suggeriscono queste metamorfosi di forme. 

I titoli dei quadri aiutano l’osservatore a capire il percorso deciso dall’artista che dona una sua visione del mondo spirituale da cui viene creato tutto lo scibile, arrivando alla conclusione che la realtà non è altro che una unità. L’uomo col suo intelletto divide la realtà in concetti: amore-odio, bene-male, luce-tenebra, tempo-atemporalità, gioventù-vecchiaia, progresso-regresso, e così via. In seguito con la ragione l’uomo ricerca nella pluralità l’intima unità ritornando alla realtà unitaria. In questo modo l’uomo ha a sua disposizione tutte le infinite sfumature che compongono il mondo, punti di vista preziosi per la sua crescita spirituale. La conoscenza della realtà porta l'uomo a scoprire l'essenza della realtà, che è l'idea, Dio.

Queste opere sono oli su tavola incisa e su tela, vanno dal 2007 al 2011. Il video d’arte è stato realizzato successivamente nel 2023.



Introduction


Platonism describes the idea of Archetypes as the models of the inanimate or animate things of the physical world. All creation is such thanks to them, but this does not mean that we can associate a well-defined shape with them as with the physical objects that surround us. These models are nothing more than thought-beings, and as such by their nature they tend to change, or rather metamorphose into other forms rapidly. Furthermore, the archetype thanks to this ability to transform itself differs from its corresponding physical form.

Just as someone who molds a piece of clay finds himself starting from an ovoid block and slowly moving the material with his fingers manages to model various increasingly complex figures, like the egg becomes the chick, or the bud the flower, so the works represented suggest these metamorphoses of forms.

The titles of the paintings help the observer to understand the path decided by the artist who gives her vision of the spiritual world from which all knowledgeable is created, arriving at the conclusion that reality is nothing but a unity. Man with his intellect divides reality into concepts: love-hate, good-bad, light-darkness, time-timelessness, youth-old age, progress-regression, and so on. Subsequently, with reason, man searches for the intimate unity in plurality, returning to unitary reality. In this way man has at his disposal all the infinite nuances that make up the world, precious points of view for his spiritual growth. Knowledge of reality leads man to discover the essence of reality, which is the idea, God.

These works are oils on engraved panel and on canvas and range from 2007 to 2022. The video art was made later in 2023.



La Musica delle Sfere


Rudolf Steiner prendendo come punto di partenza la concezione goethiana del mondo, ci spiega come il mondo fisico non è altro che quella parte più densa del mondo spirituale che è giunta a condensazione. Considerando il mondo come una monade, e la sua essenza puro pensiero, l’idea sta alla base di tutto il creato. Il mondo dello spirito è intessuto della stessa “materia” di cui consiste il pensiero umano. Il pensiero umano però è come l’ombra proiettata dalla corrispondente entità nel mondo spirituale. L’uomo si fa un’idea delle cose e degli esseri viventi riducibili a pallide immagini di quello che sono in realtà, questi sono esseri-pensiero viventi nel mondo spirituale. Nel mondo spirituale si vedono gli Archetipi spirituali di tutte le cose e di tutti gli esseri esistenti nel mondo fisico e in quello animico. Gli esseri fisici sono solo le immagini di questi archetipi. 

Gli archetipi però nella loro vera figura sono assai dissimili dai loro calchi fisici o dalle ombre dei loro pensieri astratti. Questo perché nel mondo spirituale tutto è in moto perpetuo, in attività creativa incessante. 

Nel mondo spirituale non vi sono delle pause come nel mondo fisico, perché gli archetipi lavorano per costruire il mondo fisico. Questi assumono varie forme che mutano rapidamente, ognuno di essi può assumere più forme come se germogliassero una alla volta dallo stesso archetipo, comportandosi come una pianta. 

I vari archetipi non operano da soli, ma cercano la cooperazione degli altri. Questi hanno proprietà sonore, non suoni fisici, ma suoni spirituali. Nei loro accordi, nelle loro armonie, nei ritmi e nelle melodie si esprimono come esseri viventi. I pitagorici chiamavano questa percezione del mondo spirituale “Musica delle Sfere”. Ad ogni colore, ad ogni percezione luminosa del mondo spirituale corrisponde un suono spirituale e ad ogni combinazione di colori, un’armonia, una melodia. 

A tutto questo si aggiungono anche i “sapori spirituali”, o gli “odori spirituali”, ecc., ci troviamo di fronte ad un mondo molto complesso che il pittore Wassily Kandinsky ha tentato di rappresentare per tutta la sua esistenza.

Di archetipi ne esistono varie specie, perché il mondo spirituale è diviso in varie regioni che si interpenetrano tra loro: 

Prima regione dove operano gli Archetipi del Mondo Fisico: qui vi operano gli archetipi del mondo minerale, delle piante nella loro esistenza puramente fisica, non vitale. Vi sono gli archetipi delle forme fisiche animali ed umane. Questa regione nel mondo spirituale appare “vuota”, nello spazio occupato dai corpi fisici del mondo terreno, e “piena” di archetipi in attività creatrice negli spazi intermedi, non occupati dagli esseri incarnati. 

Seconda regione contenente gli Archetipi della Vita: qui la vita forma una unità perfetta, circolando come un elemento liquido pulsante come sangue, formata da sostanza di pensiero. Qui si trovano le forze primordiali creatrici di tutto quanto compare nel mondo fisico come essere vivente, qui si intuisce che la vita umana è imparentata con la vita di tutte le altre creature.

Terza regione comprendente gli Archetipi delle Forme Animiche: tutte le sensazioni, i sentimenti, gli istinti, le passioni, ecc., si trovano in forma spirituale. Di sostanza più sottile, come processi atmosferici corrispondenti ai patimenti, alle gioie delle creature incarnate. La nostalgia di un’anima umana si palesa come un lieve soffio, la forte passione come un violento turbine, una battaglia come una forte tempesta.  

Quarta regione dove si trovano gli Archetipi coordinatori delle tre regioni precedenti: questi archetipi non si connettono direttamente con il mondo fisico, ma sono entità che dominano sugli archetipi delle prime tre regioni inferiori e ne regolano la cooperazione.

Quinta, Sesta, Settima regione spirituale si trovano le forze creatrici degli archetipi: sono delle entità che forniscono agli archetipi delle regioni inferiori gli impulsi per la loro attività. Qui gli archetipi assumono le più svariate forme di esseri-pensiero, qui si possono conoscere le “intenzioni” che stanno alla base nel nostro mondo. Le idee dell’uomo che lo rendono creatore nel mondo fisico sono il riflesso, o l’ombra degli esseri-pensiero del mondo spirituale superiore. In questa zona si ode la “parola spirituale”, il suono diventa parola, gli esseri e le cose parlano e dicono i loro “nomi eterni”. 



The Music of the Spheres


Rudolf Steiner, taking Goethe's conception of the world as his starting point, explains to us how the physical world is nothing but that denser part of the spiritual world that has reached condensation. Considering the world as a monad, and its essence as pure thought, the idea is at the basis of all creation.The world of spirit is woven of the same “matter” of which human thought consists. However, human thought is like the shadow cast by the corresponding entity in the spiritual world. Man gets an idea of things and living beings reducible to pale images of what they really are, these are living thought-beings in the spiritual world. In the spiritual world we see the spiritual archetypes of all things and all beings existing in the physical and soul world. Physical beings are just images of these archetypes.

However, the archetypes in their true form are very different from theirs physical casts or from the shadows of their abstract thoughts. This is because everything in the spirit world is in perpetual motion, in ceaseless creative activity.

In the spiritual world there are no pauses as in the physical world, because the archetypes work to build the physical world. These take on various forms that change rapidly, each of them can take on multiple forms as if they sprouted one at a time from the same archetype, behaving like a plant.

The various archetypes do not operate alone but seek the cooperation of others. These have sound properties, not physical sounds, but spiritual sounds. In their chords, harmonies, rhythms and melodies they express themselves as living beings. The Pythagoreans called this perception of the spiritual world “Music of the Spheres”.

To every color, to every bright perception of the spiritual world corresponds a spiritual sound and to every combination of colors, a harmony, a melody.

To all this are added the “spiritual flavors”, or the “spiritual smells”, etc., we are faced with a very complex world that the artist Wassily Kandinsky has tried to represent throughout his existence.

There are various kinds of archetypes, because the spiritual world is divided into various regions that interpenetrate each other:

First region where the Archetypes of the Physical World operate: here the archetypes of the mineral world, of plants in their purely physical, non-vital existence operate. There are the archetypes of animal and human physical forms. This region in the spiritual world appears “empty” in the space occupied by the physical bodies of the earthly world, and “full” of archetypes in creative activity in the intermediate spaces, not occupied by embodied beings.

Second region containing the Archetypes of Life: here life forms a perfect unity, circulating as a pulsating liquid element like blood, formed by substance of thought. Here are found the primordial creative forces of everything that appears in the physical world as a living being, here one senses that human life is related to the life of all other creatures. 

Third region comprising the Archetypes of Soul Forms: all sensations, feelings, instincts, passions, etc., are found in spiritual form. Of more subtle substance, like atmospheric processes corresponding to the sufferings, to he joys of incarnate creatures. The longing for a human soul is revealed as a light breath, the strong passion as a violent whirlwind, a battle as a strong storm.

Fourth region where the coordinating Archetypes of the three previous regions are found: these archetypes do not connect directly with the physical world, but are entities that dominate the archetypes of the first three lower regions and regulate their cooperation.

The creative forces of the archetypes are found in the Fifth, Sixth and Seventh spiritual regions: they are entities which supply the archetypes of the lower regions with the impulses for their activity. Here the archetypes take on the most varied forms of thought-beings, here one can know the “intentions” that underlie our world. The ideas of man which make him creator in the physical world are the reflection or shadow oft he thought-beings of the higher spiritual world. In this area the “spiritual word” is heard, sound becomes word, beings and things speak and say their “eternal names”.



Come gli Archetipi si sono condensati 

sino a costituire il Mondo Sensibile


Quando l’uomo fa dei pensieri intorno alle cose, distoglie la propria interiorità dalla forma fisica delle cose per rivolgersi ai loro archetipi spirituali. Le cose del mondo sensibile sono entità spirituali condensate. L’uomo percepisce il mondo suddiviso in quattro regni: il minerale, il vegetale, l’animale e l’umano. 

Se ci formiamo un pensiero su di un minerale, dobbiamo rappresentarlo come un essere-pensiero condensato. Tra un minerale e l’altro nel mondo fisico creiamo dei pensieri per determinare come questi possono urtarsi, riscaldarsi, sciogliersi, ecc., secondo una legge esterna. Guardando il mondo vegetale ci accorgiamo che la pianta ha la facoltà di crescere e riprodursi, a differenza del minerale, questa possiede la vita. 

I cristalli, sono quelle forme che appaiono a metà tra il mondo minerale amorfo e il mondo vegetale vivente, quando le tre regioni spirituali superiori si trasformano nelle forme spirituali delle regioni inferiori. Il processo di cristallizzazione sensibile ha come archetipo nel mondo spirituale questo trapasso dall’amorfo alla creazione formata. 

Oltre alla forma data dall’archetipo nella pianta agisce anche un’altra forma, quella data dalla forza formatrice delle regioni spirituali superiori. Gli archetipi primordiali ancora privi di forma vanno a formare il primo regno elementare, mentre il secondo regno elementare è costituito dalle entità-forze che sono gli artefici della crescita vegetale. 

Il regno animale oltre a possedere la facoltà della crescita e della riproduzione sviluppa la sensazione e l’impulso. Gli animali esplicano perciò la loro attività nel mondo animico, di conseguenza oltre ad aver i loro processi archetipici nelle più alte regioni spirituali altre entità che operano nel terzo regno elementare sono le artefici di sensazioni e impulsi. 

L’uomo oltre a possedere le facoltà degli altri regni è dotato della capacità di trasformare le sue sensazioni in rappresentazioni e pensieri, così da regolare col pensiero i propri impulsi. Lo spirito nell’uomo è sceso sino alla materia fisica. Il pensiero è la forma che l’entità spirituale amorfa assume nell’uomo. Nella pianta esso diveniva forma, nell’animale anima, nell’uomo pensiero. L’uomo non ha alcun regno elementare che lo costruisca da fuori, in quanto è un essere pensante, quindi il suo regno elementare lavora nel suo corpo fisico. Solo in quanto ha forma come la pianta ed è un essere senziente come l’animale, lavorano intorno a lui esseri elementari della stessa specie che lavorano attorno a piante ed animali, ma il pensiero viene interamente elaborato dall’uomo, dall’interno del suo corpo fisico. Per questo l’uomo può avere coscienza di sé mentre l’animale ha solo il sentimento di sé.

Il mondo quindi si divide in triplice modo come Mondo Fisico, Mondo Animico e Mondo Spirituale differenziandosi in:

1.Il regno delle entità archetipiche amorfe (primo regno elementare).

2.Il regno delle entità creatrici di forme (secondo regno elementare).

3.Il regno delle entità animiche (terzo regno elementare).

4.Il regno delle forme create (cristalli).

5.Il regno che diviene percepibile ai sensi in forme, nel quale però lavorano entità   creatrici di forme (regno vegetale).

6.Il regno che diviene percepibile ai sensi in forme, nel quale però operano anche le entità creatrici di forme e quelle che si esplicano animicamente (regno animale).

7.Il regno in cui le forme sono percepibili ai sensi e in cui però operano le entità creatrici di forme e quelle che si esplicano animicamente, e nel quale inoltre lo spirito plasma se stesso in forma di pensiero entro il mondo fisico (regno umano).

L’uomo è costituito da corpo fisico, corpo eterico o vitale, corpo animico senziente, e anima razionale che vanno considerati come archetipi del mondo spirituale condensati nel mondo sensibile. Il corpo fisico dell’uomo è dato dalla condensazione dell’archetipo dell’uomo che si condensa sino a diventare percepibile ai sensi e quindi fa parte del primo regno elementare. Il corpo eterico si mantiene mobile ed invisibile ai sensi grazie all’entità dell’archetipo della vita che opera nella seconda regione del mondo spirituale. L’archetipo del corpo animico senziente similmente opera nel mondo sensibile dalla terza regione del mondo spirituale e l’archetipo dell’uomo pensante forma l’anima razionale dalla quarta regione del mondo spirituale.

Gli archetipi lavorano ai tre corpi inferiori dell’uomo collaborando tra loro dall’esterno, mentre l’uomo coscientemente lavora su se stesso nell’anima razionale.

Le entità che lavorano sul corpo fisico dell’uomo sono le stesse che formano la natura minerale, come sono le stesse che lavorano sia al corpo eterico che nel regno vegetale, e ugualmente quelle che operano sul corpo animico estendono la loro attività al regno animale.



How the Archetypes are condensed 

to form the Sensible World


When man thinks about things, he turns his inner self away from the physical form of things to address their spiritual archetypes. The things of the sensible world are condensed spiritual entities. Man perceives the world divided into four kingdoms: the mineral, the vegetable, the animal and the human.

In we form a thought about a mineral, we must represent it as a condensed thought-being. Between one mineral and another in the physical world we create thoughts to determine how they can collide, heat up, melt, etc. according to an external law. Looking at the vegetable world we realize that the plant has the ability to grow and reproduce, unlike the mineral, it has life.

Crystals are those forms which appear midway between the amorphous mineral world and the living vegetable world, when the three higher spiritual regions are transformed into the spiritual forms of the lower regions. The process if sensitive crystallization has as its archetype in the spiritual world this transition from the amorphous to the formed creation.

In addition to he form given by the archetype, another form also acts in the plant, that given by the formative force of the higher spiritual regions. The primordial archetypes still without form go to form the first elementary kingdom, while the second elementary kingdom is mad up of the entity-forces that are the creators of vegetable growth.

In addition to possessing the faculty of growth and reproduction, the animal kingdom develops sensation and impulse. Animals therefore carry out their activity in the soul world, consequently in addition to having their archetypal processes in the highest spiritual regions, other entities operating in the third elemental kingdom are the creators of sensations and impulses.

In addition to possessing the faculties of the other kingdoms, man is endowed with the ability to transform his sensations into representations and thoughts, so as to regulate his own impulses with thought. The spirit in man has descended into physical matter. Thought is the form that the amorphous spiritual entity assumes in man. In the plant it became form, in the animal it became soul, in man it became thought. Man has no elementary kingdom that builds him from outside, as he is a thinking being, therefore his elementary kingdom of him works in his physical body. Only insofar as he has a shape like a plant and is a sentient being like an animal, elementary beings of the same species working around him work around plants and animals, but the thought is entirely elaborated by man, from within his physical body. For this reason man can have self-awareness while the animal has only self-feeling.

The world is therefore divided in three ways as the Physical World, the Soul World and the Spiritual World, differentiating into:

1.The kingdom of amorphous archetypal entities (first elementary kingdom).

2.The kingdom of form-making entities (second elemental kingdom).

3.The kingdom of soul entities (third elementary kingdom).

4.The kingdom of created forms (crystals).

5.The kingdom that becomes perceptible to the senses in forms, in which, however, entities that create forms work (vegetable kingdom).

6.The kingdom that becomes perceptible to the senses in forms, in which, however, also the entities that create forms and those that express themselves soulfully (animal kingdom) operate.

7.The kingdom in which forms are perceptible to the senses and in which, however, form-creating entities and those that express themselves through the soul are active, and in which, moreover, the spirit shapes itself into thought form within the physical world (human kingdom).

Man is made up of a physical body, an etheric or vital body, a sentient soul body, and a rational soul which must be condensed into the sensible world. The physical body of man is given by the condensation of the archetype of man which condenses until it becomes perceptible to the senses and therefore is part of the first elementary kingdom. The etheric body remains mobile and invisible to the senses thanks to the entity of the life archetype that operates in the second region of the spiritual world. The archetype of the sentient soul body similarly works into the sensible world from the third region of the spiritual world, and the archetype of the thinking man forms the rational soul from the fourth region of the spiritual world. 

The archetypes work on the three lower bodies of man, collaborating with each other from the outside, while man consciously works on himself in the rational soul. The entities that work on the physical body of man are the same as those that form the mineral nature, as they are the same as those that work on the etheric body and in the plant kingdom, and likewise those that work on the soul body extend their activity to the animal kingdom.



L'Archetipo Junghiano

Secondo Jung i contenuti dell'inconscio collettivo si riallacciano al patrimonio storico-culturale dell'intera umanità. La sua tesi si basa sul riconoscere che oltre alla nostra coscienza immediata, che è di natura del tutto personale e che riteniamo essere l'unica psiche empirica, esiste un secondo sistema psichico di natura collettivo, universale e impersonale, che è identico in tutti gli individui. 
Quest'inconscio collettivo non si sviluppa individualmente ma è ereditato. Esso consiste in forme preesistenti, gli archetipi, che possono diventare coscienti solo in un secondo momento e danno una forma determinata a certi contenuti psichici. Jung presenta l'archetipo come una realtà che da un lato ha le radici nell'istinto e dunque nella sfera organica, dall'altro presenta una dimensione immaginifica e spirituale, che rimanda all'inconscio collettivo e alla sua funzione di attivare delle risposte di adattamento che consentono alla specie umana di sopravvivere di fronte alle angosce fondamentali che minacciano di disintegrare l'identità e il senso di continuità e di coesione. 
Gli archetipi allora possono essere identificati come strutture fondamentali dell'esperienza psichica che tendono a essere rivissute se riattivate da esperienze simboliche; predisposizioni a rivivere le esperienze della specie umana; modelli o stampi su cui si vengono specificando le diverse tappe della maturazione psichica; fondamenta dell'anima nascoste in profondità; immagini primordiali, rappresentazioni primigenie trasmesse geneticamente dai tempi più remoti e comuni a tutti gli uomini. 
Nella vita vi sono tanti archetipi quante situazioni tipiche. La continua ripetizione ha impresso queste esperienze nella nostra costituzione psichica, non nella forma d'immagini dotate di contenuto, ma in principio solo come "forme senza contenuto", atte a rappresentare solo la possibilità d'un certo tipo di percezione e azione. Alcuni degli archetipi indicati da Jung sono: la nascita, la rinascita, la morte, il potere, l'energia, la magia, l'unità, l'eroe, il fanciullo, Dio, il demone, il vecchio saggio, la madre terra, l'animale, il gigante, diversi oggetti naturali come gli alberi, il sole, la luna, il vento, i fiumi, il fuoco, e molti manufatti umani, come gli anelli e le armi.
Non sempre essi sono presenti in forma isolata. A volte si fondono. Se l'archetipo dell'eroe si combina con quello del demonio, il risultato può essere una persona del tipo "tiranno". 
Tra gli archetipi che giacciono nell'inconscio è di massima importanza il Selbst (cioè il Sé), che è l'immagine archetipica della maturità psichica, il modello dell'integrazione funzionale e della stabilità della personalità. Esso è il punto centrale della personalità, attorno a cui si raggruppano tutti gli altri sistemi. Li mantiene uniti, dà alla personalità equilibrio, stabilità, unità. Quindi "Sé" è l'archetipo centrale, l'archetipo dell'ordine, la totalità dell'uomo, l'unione tra conscio e inconscio. Rappresentato simbolicamente dal cerchio, dal quadrato, dalla quaternità, dal bambino, dal mandala, e così via.
Quando un individuo dice di sentirsi in armonia con se stesso e con il mondo possiamo essere sicuri che l'archetipo del Sé sta svolgendo bene il suo lavoro. 
D'altro canto, quando uno si sente "frastornato" e insoddisfatto, o avverte di "stare andando a pezzi", vuol dire che il Sé non sta facendo bene il suo lavoro. Inoltre, il Selbst costituisce lo scopo della vita, un fine per cui l'uomo lotta costantemente ma che di rado raggiunge. Come tutti gli archetipi, è all'origine del comportamento dell'uomo e lo spinge a ricercare la totalità, specialmente attraverso le vie offerte dalla religione. Nelle religioni orientali certe pratiche ritualistiche per raggiungere l'autocoscienza, come le forme di meditazione dello yoga, mettono in grado gli orientali di percepire il Sé più facilmente dell'uomo occidentale. Le figure del Cristo e dei Buddha sono allora le manifestazioni dell'archetipo del Sé più altamente differenziate che si possono trovare nel mondo moderno. 
Altri archetipi fondamentali sono quello dell'Ombra, quello dell'Anima, quello del Vecchio Saggio. Essi sono le personificazioni di tappe fondamentali lungo il processo di individuazione e 
ciascuno cela dietro di sé i successivi. Se le trasformazioni e le relative dinamiche sono simbolicamente personificate, il processo, in quanto tale, della trasformazione è rappresentato da situazioni, luoghi, modi e mezzi tipici che simboleggiano la specie di trasformazione di cui si tratta. Caratteristica di questi, come di tutti i simboli, personificazioni e non, è la loro polivalenza e paradossalità (come lo spirito degli alchimisti che è giovane e vecchio insieme), nonché la loro pienezza di riferimenti che rende impossibile ogni univoca formulazione.
Il processo simbolico può essere rappresentato dalle immagini alchemiche, come pure dal sistema tantrico dei "chakra" e da altre ancora, ed è "un'esperienza nell'immagine e dell'immagine". Il suo svolgimento presenta una struttura enantiodromica, ovvero "un ritmo negativo e positivo”, di perdita e di guadagno, di luce e di tenebra. L'inizio del percorso è caratterizzato da una situazione impossibile. Suo scopo è un'illuminazione o più elevato grado di coscienza per mezzo della quale il punto di partenza è superato su un piano più alto. In termini di tempo il processo può presentarsi condensato in un sogno, in un breve istante di esperienza o mesi o anni a seconda del punto di partenza e dello scopo che dev'essere raggiunto. 
Cosi l'ombra simboleggia la parte inferiore della personalità, essa ha un atteggiamento di compensazione con la coscienza, perciò il suo effetto può essere tanto negativo che positivo. 
L'immagine dell'anima, sostiene Jung, è proiettata dagli uomini sulle donne (mentre in queste ultime è l'immagine corrispondente, l'animus, ad essere proiettata sugli uomini). 
Il vecchio saggio nel mito e nel folclore impersona lo Spirito. Anch'esso ha natura dicotomica. Può mostrare il lato superiore o quello inferiore di se stesso. Superiore è quello che si fa, con spirito giovanneo, annunciatore del Sé, o anche più semplicemente, è quello che porta ad un arricchimento di fattori spirituali in chi fin là li ha rimossi. Inferiore quando mostra per esempio la fissazione del sognatore a stati mentali remoti e allora lo spirito va a coincidere, in forma di bambino, con l'Ombra infantile. Il Vecchio Saggio appare nei sogni come mago, medico, sacerdote, maestro, professore, nonno (Grande Padre), o persona comunque autorevole. L'archetipo dello spirito in forma di uomo, gnomo o animale, si presenta sempre in una situazione in cui perspicacia, intelligenza, senno, decisione, pianificazione ecc., sarebbero necessari, ma non possono provenire dai propri mezzi. L'archetipo compensa questo stato di carenza spirituale con contenuti capaci di colmare la lacuna.


The Jungian Archetype

According to Jung, the contents of the collective unconscious are linked to the historical and cultural heritage of all humanity. His thesis is based on recognizing that in addition to our immediate consciousness, which is entirely personal in nature and which we believe to be the only empirical psyche, there exists a second psychic system of a collective, universal and impersonal nature, which is identical in all individuals. 
This collective unconscious does not develop individually but is inherited. it consists of pre-existing forms, the archetypes, which can only became conscious at a later time and give a specific form to certain psychic contents. Jung presents the archetype as a reality that on the one hand has its roots in instinct and therefore in the organic sphere, on the other it presents an imaginative and spiritual dimension, which refers to the collective unconscious and its function of activating adaptive responses that enable the human species to survive in the face of fundamental anxieties that threaten to disintegrate identity and sense of continuity and cohesion.
Archetypes can then be identified as fundamental structures of psychic experience that tend to be relived if reactivated by symbolic experiences; predispositions to relive the experiences of the human species; models or molds on which the different stages of psychic maturation are specified; foundations of the soul hidden in depth; primordial images, primitive representations transmitted genetically from the most remote times and common to all men.
There are as many archetypes in life as there are typical situations. Continuous repetition has imprinted these experiences in our psychic constitution, not in the form of images with content, but in principle only as “forms without content”, capable of representing only the possibility of a certain type of perception and action. Some of the archetypes indicated by Jung are: birth, rebirth, death, power, energy, magic, unity, hero, child, God, demon, wise old man, mother earth, the animal, the giant, various natural objects such as trees, the sun, the moon, the wind, rivers, fire and many human artifacts, such as rings and weapons.
They are not always present in isolated form. Sometimes they merge. If the hero archetype is combined with the demon archetype, the result can be a person of the “tyrant” type.
Among the archetypes that lie in the unconscious, Selbst (that is, the self) is of the utmost importance, which is the archetypal image of psychic maturity, the model of functional integration and personality stability. It is the central point of the personality, around which all other systems cluster.
It keeps them together, gives the personality balance, stability, unity. So “Self” is the central archetype, the archetype of order, the totality of man, the union between conscious and unconscious. Symbolically represented by the circle, square, quaternity, child, mandala, etc.
When an individual says he feels in harmony with himself and with the world we can be sure that the self archetype is doing his job well.
On the other hand, when one feels “dazed” and dissatisfied, or feel “falling apart”, it means that the self is not doing his job well. Furthermore, Selbst constitutes the purpose of life, a goal that man constantly strives for but rarely achieves. 
Like all archetypes, it is at the origin of man’s behavior and drives him to seek totality, especially through the paths offered by religion. 
In Eastern religions certain ritualistic practices to achieve self-awareness, such as the meditation forms of yoga, enable Easterners to perceive the self more easily than Western man. The figures of the Christ and the Buddhas are then the most highly differentiated manifestations of the Shadow, that of the Soul, that of the Old Wise. They are the personifications of fundamental stages along the process of individuation and each one hides the following ones behind it. If the transformations and related dynamic are symbolically personified, the process, as such, of transformation is represented by typical situations, places, ways and means that symbolize the kind of transformation in question.
Characteristic of these, as of all symbols, personifications and otherwise, is their versatility and paradoxicality (like the spirit of alchemists which is both young and old), as well as their fullness of references which makes any univocal formulation impossible.
The symbolic process can be represented by alchemical images, as well as the tantric system of “chakras” and others, and is “an experience in and of the image”. Its development presents an enantiodromic structure, or “a negative and positive rhythm”, of loss and gain, of light and darkness. The beginning of the path is characterized by an impossibile situation. Its aim is enlightenment or higher degree of consciousness whereby the starting point is passed onto a higher plane. In terms of time the process can present itself condensed into a dream, a brief instant of experience or months or years depending on the starting point and the goal that must be achieved.
Thus the shadow symbolizes the lower part of the personality, it has an attitude of compensation with the conscience, therefore its effect can be both negative and positive.
The image of the anima, according to Jung, is projected by men onto women (while in women it is the corresponding image, the animus, which is projected onto men). 
The wise old man in myth and folklore personifies the Spirit. It too has a dichotomous nature. It can show the top or bottom side of itself. Superior is what is done, with a Johannine spirit, herald of the Self, or even more simply, it is what leads to an enrichment of spiritual factors in those who have removed them up to that point. Inferior when it shows, for example, the dreamer’s fixation on remote mental states and then the spirit coincides, in the form of a child, with the infantile Shadow. The Old Sage appears in dreams as a magician, doctor, priest, teacher, professor, grandfather (Great Father), or otherwise authoritative person. The spirit archetype in the form of man, gnome or animal always presents itself in a situation where insight, intelligence, judgment, decision, planning, etc., would be needed, but cannot come of one’s means. The archetype compensates for this state of spiritual deficiency with contents capable of filling the gap.


Il Disegno

L’archetipo dal greco archètypon: archè 'principio' + typon 'modello', significa primo esemplare assoluto e autonomo. In filosofia, modello primitivo delle cose, del quale le manifestazioni sensibili della realtà non sono che filiazioni o imitazioni. 
Il disegno può essere considerato il linguaggio che tramite il segno indica un simbolo, o più propriamente un archetipo. Jung è colui che ha per primo individuato l’inconscio, come grande guida e consigliere del conscio. Noi comunichiamo con l’inconscio soprattutto grazie ai sogni che rappresentano i suoi mezzi di comunicazione, mentre gli archetipi ed i simboli ne costituiscono il linguaggio. Il linguaggio dell’uomo usa anche i simboli che sono una rappresentazione che può essere familiare a noi e che possiede un aspetto specifico oltre al suo significato ovvio e convenzionale. Un’immagine è simbolica quando evoca qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio, quando possiede cioè un aspetto inconscio. 
L'Arte moderna è un simbolo. L'artista è stato, in ogni periodo storico, lo strumento rivelatore della propria epoca. Consciamente o inconsciamente, l’artista realizza le proprie opere, riferendosi ai valori ed ai caratteri della sua epoca. Lo scopo dell’artista moderno è esprimere la propria interiorità e quindi esternare la propria spiritualità. L'Arte è il linguaggio nascosto (inconscio) dello spirito. 
Nella Genesi, Dio creò per mezzo della parola. Nel prologo di Giovanni, la Parola o Logos, è descritto come creatore del mondo nella sua relazione con l’uomo. Vi sono tre figure simboliche in cui esso si manifesta: stella, sole, croce. Questi simboli sono manifestazione di Cristo. Visto come essere stellare, solare e spaziale legato alla croce. Parola, Vita, Luce degli uomini. La realtà del mondo è la sua manifestazione: nel cielo stellato ci appare l’immagine del logos. Nelle forze solari si manifesta la vita in Lui. Nel sole che col suo corso genera la croce dello spazio, abbiamo la luce degli uomini.
Il simbolo quindi ci appartiene come manifestazione del linguaggio inconscio tangibile, e ci guida e ci ha sempre guidato attraverso i tempi, perché è la manifestazione del Logos. Come per i Greci il movimento delle sfere celesti era regolato dall'armonia, essa si trasforma nel Logos. Il logos è la misura, è l'armonia, che regola il tutto.
Il disegno di fatto è sì il procedimento con cui si delinea una forma, che può servire come abbozzo in preparazione di un dipinto, ma può diventare un'opera d'arte a se stante. Il disegno è il principio dell' "opera", quindi la somma di tutti quei procedimenti intellettuali e spirituali che portano all'inizio dell'opus, e che può diventare esso stesso "opera".
Il disegno inoltre, come preparazione all'opera compiuta, ci indica la "misura", attraverso di esso infatti troviamo le giuste regole armoniche che costruiscono ogni cosa al mondo.
Si può definire il disegno come il pensiero, la luce, difatti Giovan Battista Armenini (1586), definisce «...che il dissegno sia come un vivo lume di bello ingegno e che egli sia di tanta forza e così necessario all'universale, che colui che n'è intieramente privo, sia quasi cieco». 
La linea è legata al pensiero, prima di agire usciamo dallo spazio, e quando muoviamo la mano per agire ritorniamo nello spazio. La linea rappresenta la parte fisica del risultato del pensiero. 
In questo caso l’artista ha posto il disegno alla base della costruzione degli “Archetipi”, che assunti da un pensiero morfologicamente vivo perciò privo di ogni progetto iniziale, lo vengono a formare in un processo volitivo. Il disegno forma l’archetipo, tanto che in alcuni di essi diventa incisione per sottolineare il carattere volitivo vivificato dell’opera, nelle cui linee si esprime l’energia vitale che essi infondono al mondo. 


The Drawing

The archetype from the Greek archètypon: archè ‘beginning’ + typon ‘model’, means first absolute and autonomous specimen. In philosophy, primitive model of things, of which the sensible manifestations of reality are nothing but filiations or imitations.
Drawing can be considered the language that through the sign indicates a symbol, or more properly an archetype. Jung is the one who first identified the unconscious as a great guide and advisor of the conscious. We communicate with the unconscious above all thanks to dreams which represent its means of communication, while archetypes and symbols constitute its language. The language of man also uses symbols which are a representation which may be familiar to us and which possesses a specific aspect in addition to its obvious and conventional meaning. 
An image is symbolic when it evokes something beyond its obvious meaning, that is, when it has an unconscious aspect. 
Modern art is a symbol. The artist has been, in every historical period, the revealing instrument of his own era. Consciously or unconsciously, the artist creates his own works, referring to the values and characteristics of his era. The ai of the modern artist is to express his own interiority and therefore to externalize his own spirituality. 
Art is the hidden (unconscious) language of the spirit.
In Genesis, God created through the word. In John’s prologue, the Word or Logos is described as a creator of the world in his relationship to man. There are three symbolic figures in which it manifests itself: star, sun, cross. These symbols are manifestation of Christ. Seen as a stellar, solar, and space being related to the cross. Word, Life, Light of men. The reality of the world is its manifestation: the image of the logos appears to us in the starry sky. In the solar forces the life in Him is manifested. In the sun which with its course generates the cross of space, we have the light of men. 
The symbol therefore belongs to us as a manifestation of the tangible unconscious language, and it guides us and has always guided us through the times, because it is the manifestation of the Logos. As for the greek the movement of the celestial spheres was regulated by harmony, it is transformed into the Logos. The logos is the measure, it si the harmony that regulates everything.
In fact, drawing is indeed the process by which a form is outlined, which can serve as a sketch in preparation for a painting, but can become a work of art in its own right. The drawing is the principle of the “work”, therefore the sum of all those intellectual and spiritual process that lead to the beginning of the opus, and which can itself become a “work”. 
Furthermore, the drawing, as a preparation for the finished work, shows us the “measure”, in fact through it we find the right harmonic rules that build everything in the world.
Drawing can be defined as thought, light, in fact Giovan Battista Armenini (1586), defines «...that drawing is like a living light of beautiful ingenuity and that it is so strong and so necessary to the universal, that he who is wholly devoid of it should be almost blind».
The line is linked to thought, before acting we leave space, and when we move our hand to act we return to space. The line represents the physical part of the thought result.
In this case the artist placed the drawing at the basis of the construction of the “Archetypes”, which, assumed by a morphologically alive thought therefore devoid of any initial project, form it in a volitional process. The drawing forms the archetype, so much so that in some of them it becomes an engraving to underline the vivified strong-willed character of the work, in whose lines the vital energy that they infuse into the world is expressed.


Il Colore
 
Carl Gustav Jung è uno dei più affascinanti pensatori e ricercatori del nostro secolo, colui che ha per prima individuato l’inconscio, come grande guida e consigliere del conscio. Noi comunichiamo con l’inconscio soprattutto per mezzo dei sogni e gli archetipi ed i simboli ne costituiscono il linguaggio. Nello stato di sonno, ritorniamo nel mondo spirituale e i sogni non sono altro che quel linguaggio, che abbiamo dimenticato, che non usiamo più consciamente nello stato di veglia, ma che ritorna proprio inconsciamente nelle opere che con l'arte costruiamo. In pratica l'arte è il linguaggio dello spirito e i suoi simboli sono una rappresentazione a noi familiare, perché si legano alle rappresentazioni di immagini archetipiche. 
I simboli evocano qualcosa che sta al di là del loro significato ovvio, in quanto possiedono un aspetto inconscio. Gli archetipi lasciano le loro tracce nei miti, nelle favole e nei sogni, sono rappresentazioni di forme e immagini, tipiche del mondo e della vita, le quali corrispondono alle esperienze compiute dall'umanità nello sviluppo della coscienza, espressioni dell'inconscio collettivo.
Il cerchio è da sempre simbolo di unità e armonia degli opposti, di spiritualità raggiunta, a questa figura è stato dato il nome di Mandala, parola sanscrita che vuol dire appunto cerchio inteso come perfezione spirituale. Nella figura che noi chiamiamo cerchio cromatico sono associati tutti i colori in movimento circolare che simbolicamente rappresentano la manifestazione della vita che è movimento, in contrapposizione all'assenza dei colori la cui non manifestazione è rappresentata dal nero, cui da sempre è stata associata l'idea della la morte e la stasi. Essendo i colori per la psiche, sia essa cosciente che inconscia, in movimento circolare continuo appunto, la risultante dell'informazione simbolica archetipo è che la vita e la sua perfezione, sia materiale che spirituale si raggiunge e si manifesta col movimento e l'esperienza diretta nel mondo, mentre chi si ferma è spiritualmente perduto nel nero statico della morte, sia materiale che spirituale. A queste considerazioni possiamo aggiungere la simbologia del quadrato che gli alchimisti si sforzavano di "quadrare" appunto nel cerchio. 
Il quadrato è il mandala della perfezione raggiunta in terra, quindi perfezione materiale che la successiva "quadratura del cerchio o nel cerchio", porta alla perfezione sia materiale che spirituale. Ora sappiamo, grazie agli studi di Jung che ha decodificato la simbologia spirituale dell'alchimia, che con questa informazione l'Inconscio vuole comunicarci l'esistenza delle quattro funzioni "psicologiche", che sono in numero di 3 + 1, tre nella Coscienza + una nell'Inconscio, affinché ne diventiamo coscienti per poterle così "quadrare" nel cerchio al fine di raggiungere questa perfezione sia materiale che spirituale attraverso il movimento vitale che è la risultante del loro controllo cosciente.
L'occhio è costretto a seguire, sulla circonferenza cromatica, un percorso circolare in senso orario, cioè verso destra, direzione che da sempre anche nei sogni indica la coscienza o fatti che avvengono nella coscienza, mentre la sinistra o il movimento a sinistra indica la direzione dell'Inconscio o fatti che avvengono nell'Inconscio, come era per la svastica nazista, simbolo solare ribaltato nel suo opposto.
Il triangolo indica che se portiamo a perfezione le tre funzioni psicologiche che stanno nella coscienza successivamente sarà facile far emergere la quarta funzione inconscia per formare quella quaternità rappresentata dal simbolo del quadrato, completezza vitale in terra che porta a sua volta, sempre attraverso il movimento vitale, alla perfezione spirituale rappresentata dalla quadratura del cerchio. Da sempre il triangolo rappresenta infatti il "dogma" della trinità, il quale, sino a che non si avevano queste conoscenze aveva valore di mistero e di verità rivelata indiscutibile e incomprensibile. Questo spiega il motivo per cui siamo portati a rappresentare tutti i Mandala con strutture interne che sono multipli di strutture ternarie e quaternarie che ribadiscono questi concetti archetipo. L'equilateralità sta ad indicare che le tre funzioni della coscienza devono essere sviluppate in maniera eguale per poter raggiungere quella "vista" spirituale che ci permetterà gli ulteriori progressi. Dentro questo simbolo religioso troviamo infatti sovente rappresentato un occhio, (l'occhio di Dio). Esistono due tipi di triangolo equilatero. 
Il triangolo equilatero con il vertice in alto in alchimia è il simbolo del fuoco, ossia simbolo della vitalità di Mercurio ermafrodito. Mercurio è ermafrodito perché ha raggiunto l'unità degli opposti, è chiamato anche psicopompo degli dei, ossia portatore della volontà e dell'amore divino che procede dal Creatore verso ciò che ha creato, il cui colore simbolico è sempre il Rosso, posto nella circonferenza cromatica al vertice del triangolo dei colori primari, in alto nel punto di partenza del movimento vitale circolare. Questo triangolo con un trattino orizzontale è il simbolo dell'aria che a sua volta è un altro simbolo dello Spirito divino mercuriale. Il Rosso Mercurio con le ali ai piedi, portavoce del Dio e patrono dei ladri per meglio connotarne la doppia natura di questa figura della psiche materiale e spirituale che dovrebbe rappresentare la coscienza maschile, è contemporaneamente l'Animus della figura inconscia che appare nei sogni delle donne, nei sogni di entrambi i sessi appare spesso come colpo di vento o vortice d'aria e così sempre è stato rappresentato nei miti.
Il triangolo equilatero con il vertice in basso in alchimia è il simbolo dell'acqua, simbolo classico del regno inconscio. Mentre con un trattino orizzontale è il simbolo della terra, la Madre di tutte le cose. Acqua e Terra sono entrambi simboli dell'Inconscio rappresentato da Venere ermafrodita, perché a sua volta ha raggiunto l'unità degli opposti, figura complementare femminile di Mercurio, corrispondente all'Anima nei sogni degli uomini, e la figura che dovrebbe essere integrata nella coscienza delle donne, ed elemento trasformante della coscienza degli uomini, alla quale da sempre la mitologia ha attribuito il colore Verde che infatti nella circonferenza cromatica sta in basso come complementare del Rosso Mercurio. 
Da tutte queste geometrie combinate tra loro risulta la figura Simbolo dei quattro elementi. Quattro sono gli elementi necessari per raggiungere l'unità degli opposti, dove fuoco, aria, terra e acqua sono i simboli che si riferiscono alle quattro funzioni della coscienza, tre dello stesso sesso e una di sesso opposto nell'inconscio, rappresentato dall'acqua sia per l'uomo che per la donna, che occorre rendere coscienti per poter raggiungere la perfezione di Mercurio per lui, e di Venere per lei. 
La luce Divina spirituale come quella Solare materiale proviene dall'alto, il colore bianco è la somma di tutti e tre i colori primari (contenenti in sé i secondari e i complementari), simbolicamente rappresenta la Sapienza di Dio, quindi sarà bianco il triangolo dei colori primari col vertice in alto e ad esso andranno attribuiti tutti i simboli solari e maschili, mentre viceversa, l'oscurità materiale come quella spirituale sta in basso, per cui nero sarà il triangolo dei colori secondari e complementari col vertice rivolto verso il basso, e ad esso andranno attribuiti tutti i simboli notturni e femminili.
Tutte queste simbologie riunite insieme ricreano il millenario Sigillo di Salomone.

 

Da sempre la Sophia degli antichi saggi aveva dato ai colori e alle geometrie che da essi sono sottese la simbologia che gli compete anche nei rapporti geometrici e fisici, mentre gli scienziati moderni li dimostrano con gli strumenti della tecnologia scientifica razionale, ma con molte qualità in meno di quanto avevano già fatto questi. Secondo Jung, al di là del valore matematico del calcolo comune, i numeri che rappresentano queste forme e questi rapporti sono archetipi di un ordine interno della natura stessa che attraverso essi tende a rendersi cosciente alla natura umana per mezzo della proiezione simbolica che parte dall'Inconscio e diventa cosciente con l'uso corretto delle quattro funzioni della coscienza. 

Tutte le informazioni Naturali sono contenute in un serbatoio psichico (o Divino Architetto o Inconscio collettivo o Sé), disponibile a tutti e col quale tutti siamo collegati tramite l'inconscio personale. Esse si manifestano nei sogni e nella creatività così detta cosciente attraverso la quarta funzione una volta che riusciamo a esprimere la volontà dei nostri veri desideri. Tali informazioni vengono espresse da sempre con un linguaggio il cui vocabolario sono le immagini della natura stessa. Comprendere il significato spirituale delle immagini simbolo del Divino Architetto significa poterlo usare per perseguire una piacevole vita sulla terra che ci permetterà successivamente dopo la morte del corpo fisico, una integrazione cosciente della nostra psiche nel "continuum" psichico del Divino Architetto medesimo.

Johann Wolfgang von Goethe nei suoi studi sulla teoria dei colori si chiede quale unità spirituale stia alla base della molteplicità delle percezioni dei colori. Che cosa si percepisce in ogni modificazione di colore. La base necessaria di ogni colore è la luce. Non c’è colore senza luce. I colori inoltre sono le modificazioni della luce. Quell’elemento della realtà che modifica e specializza la luce è la materia priva di luce, l’oscurità attiva, in breve, ciò ch’è opposto alla luce. Ogni colore è luce modificata dalla tenebra. La luce, intesa da Goethe, contrapponendole la tenebra come suo opposto, è un’entità puramente spirituale, è semplicemente l'elemento comune a tutte le sensazioni di colore. Secondo Goethe è l’azzurro del cielo che ci rivela la legge fondamentale della cromatica. Ci si deve guardare dal cercare alcunché dietro ai fenomeni perché essi stessi sono la teoria. 


Perché si parla di colore e non subito di forma? Il colore in queste opere non forma gli Archetipi, ne è la base, quasi un monocromo riscaldato da una tenue luce solare che provoca lunghe ombre irreali sul piano su cui sono sospesi. La forma degli archetipi non è una forma finita e quindi fisica ma il solo modello di una forma fisica, quindi non può avere colori reali. L’archetipo vive in una dimensione a se stante, sospesa tra l’indefinito e il finito. I suoi colori sono primordiali, un’incontro tra luce e tenebra, una linea scura li definisce e sottolinea il loro carattere bidimensionale. Ma questa è solo la percezione dell’artista, in realtà i veri archetipi hanno colori vividi e mobili, sono luce spirituale non ancora condensata nella materia. Sono il puro pensiero divino creato dal Divino Pensatore. 



The Color


Carl Gustav Jung is one of the most fascinating thinkers and researcher of our century, the one who was the first to identify the unconscious as the great guide and advisor of the conscious. We communicate with the unconscious above all through dreams and the archetypes and symbols constitute its language. In the state of sleep, we return to the spiritual world and dreams are nothing but that language, which we have forgotten, which we no longer use consciously in the waking state, but which returns unconsciously in the works that we build with art. In practice, art is the language of the spirit and its symbols are a representation familiar to us, because they are linked to the representations of archetypal images.

Symbols evoke something beyond their obvious meaning, as they possess an unconscious aspect. Archetypes leave their traces in myths, fairy tales and dreams, they are representations of shapes and images, typical of the world and of life, which correspond to the experiences mad by humanity in the development of consciousness, expressions of the collective unconscious.

The circle has always been a symbol of unity and harmony of opposites, of achieved spirituality, this figure has been given the name of Mandala, a Sanskrit word which means circle intended as spiritual perfection. In the figure that we call the chromatic circle all the colors in circular movement are associated which symbolically represent the manifestation of life which is movement, as opposed to the absence of colors whose non-manifestation is represented by black, which has always been associated by black, which has always been associated with idea of death and stasis. Being the colors for the psyche, both conscious and unconscious, in continuous circular movement, the result of the archetypal symbolic information is that life and its perfection both material and spiritual, is reached and manifested with movement and experience directed into the world, while whoever stops is spiritually lost in the static blackness of death, both material and spiritual. To these considerations we can add the symbology of the square that the alchemists tried to “square” precisely in the circle. 

The square is the mandala of perfection achieved on earth, therefore material perfection that the subsequent “squaring of the circle or in the circle”, leads to both material and spiritual perfection. Now we know, thanks to the studies of Jung who decoded the spiritual symbology of alchemy, that with this information the Unconscious wants to communicate the existence of the four “psychological” functions, which are 3 + 1 in number, three in Consciousness + one in the Unconscious, so that we become aware of them in order to be able to “square” them in the circle in order to reach this both material and spiritual perfection through the vital movement which is the result of their conscious control.

The eye is forced to follow, on the chromatic circumference, a circular path in a clockwise direction, or rather to the right, a direction that has always indicated even in dreams the conscience or facts that occur in the conscience, while the left or the movement to the left indicates the direction of the Unconscious or events that occur in the Unconscious, as was the case with the Nazi swastika, a solar symbol reversed into its opposite.

The triangle indicates that if we bring to perfection the three psychological functions that are in the conscience, it will subsequently be easy to bring out the fourth unconscious function to form that quaternity represented by the symbol of the square, vital completeness on earth which in turn leads, always through the vital movement, to the spiritual perfection represented by squaring the circle. In fact, the triangle has always represented the “dogma” of the trinity, which, until such knowledge was know, had the value of mystery and revealed indisputable and incomprehensible truth. This explains why we are led to represent all Mandalas with internal structures that are multiples of ternary and quaternary structures that reaffirm these archetypal concept. Equilaterality indicates that the three functions of consciousness must be developed equally in order to achieve that spiritual “sight” that will allow us to make further progress. In fact, within this religious symbol we often find an eye (the eye of God) represented.

There are two types of equilateral triangle. 

In alchemy, the equilateral triangle with the vertex at the top is the symbol of fire, ora rather the symbol of the vitality of the hermaphrodite Mercury. Mercury is hermaphrodite because it has achieved the unity of opposites, it is also called psychopomp of the gods, or rather bearer of will and divide love that proceeds from the Creator towards what he created, whose symbolic color is always Red, placed in the circumference chromatic at the vertex of the triangle of primary colors, at the top at the starting point of the circular vital movement. This triangle with a horizontal dash is the symbol of air which in turn is another symbol of the mercurial divine Spirit. 

The Red Mercury with wings on his feet, spokesman of the God and patron of thieves to better denote the dual nature of this figure of the material and spiritual psyche that should represent the male conscience, is at the same time the Animus of the unconscious figure that appears in women's dreams, in the dreams of both sexes it often appears as a gust of wind or a vortex of air and has always been represented in myths.

The equilateral triangle with the apex down in alchemy is the symbol of water, the classic symbol of the unconscious kingdom. While with a horizontal dash it is the symbol of the earth, the Mother of all things. Water and Earth are both symbols of the Unconscious represented by hermaphrodite Venus, because she in turn has achieved the unity of opposites, female complementary figure of Mercury, corresponding to the Soul in men’s dreams, and the figure that should be integrated into the conscience of women, and transforming element of the conscience of men, to which mythology has always attributed the color Green which in fact in the chromatic circumference is at the bottom as a complement to Red Mercury.

All these geometries combined together result in the figure Symbol of the four elements. Four are the elements necessary to achieve the unity of opposites, where fire, air, earth, and water are the symbol that refer to the four functions of consciousness, three of the same sex and one of the opposite sex in the unconscious, represented by water both for man and for woman, which must be made aware in order to reach the perfection of Mercury for him, and of Venus for her. 

The spiritual Divine light like the material Solar one comes from above, the white color is the sum of all three primary colors (containing the secondary and complementary ones), symbolically represents the Wisdom of God, therefore colors with the vertex at the top and all the solar and masculine symbols will be attributed to it, while on the contrary, the material darkness as well as the spiritual one is at the bottom, so black will be the triangle of the secondary and complementary colors with the vertex facing downwards, and all nocturnal and feminine symbol will be attributed to it. 

All these symbols gathered together recreate the millennial Seal of Solomon.

The Sophia of the ancient sages had always given the colors and geometries that underlie them the symbolism that belongs to it also in geometric and physical relationships, while modern scientists demonstrate them with the tools of rational scientific technology, but with many qualities in less than they had already done these. According to Jung, beyond the mathematical value of common calculation, the numbers that represent these forms and these relationships are archetypes of an internal order of nature itself which through them tends to make human nature conscious by means of the symbolic projection that starts from Unconscious and becomes conscious with the correct use of the four functions of consciousness. All Natural information is contained in a psychic reservoir (or Divine Architect or collective Unconscious or Self), available to all and with which we are all connected through the personal unconscious. They manifest themselves in dreams and in the so-called conscious creativity through the fourth function one we are able to express the will of our true desires. This information has always been expressed with a language whose vocabulary is the images of nature itself. Understanding the spiritual meaning of the symbolic image of the Divine Architect means being able to use them to pursue a pleasant life on earth which will allow us, after the death of the physical body, a conscious integration of our psyche into the psychic “continuum” of the Divine Architect himself.

Johann Wolfgang von Goethe, in his studies on the theory of colors, asks what spiritual unity underlies the multiplicity of color perceptions. What is perceived in every color modification? The necessary basis of every color is light. There is no color without light. Colors are also modifications of light. That element of reality that modifies and specializes light is matter devoid of light, active darkness, in short, that which is opposite to light. Every color is light modified by darkness. Light, understood by Goethe, contrasting it with darkness as its opposite, is a purely spiritual entity, it is simply the element common to all color sensations. According to Goethe, it is the blue of the sky that reveals to us the fundamental law of chromatics. We must be careful not to seek anything behind the phenomena because they themselves are the theory.


Why do we talk about color and not immediately about shape? The color in these works does not form the Archetypes, it is their basis, almost a monochrome heated by a soft sunlight which causes long unreal shadows on the surface on which they are suspended. The shape of the archetypes in not a finite and therefore physical shape but the only model of a physical shape, therefore it cannot have real colors. The archetype lives in a dimension of its own, suspended between the indefinite and the finite. Its colors are primordial, and encounter between light and darkness, a dark line defines them and underlines their two-dimensional character. But this is only the artist's perception, in reality the true archetypes have vivid and mobile colors, they are spiritual light not yet condensed into matter. They are the pure divine thought created by the Divine Thinker.



La Forma


Per spiegare la vera natura dell’archetipo bisogna riallacciarsi al metodo scientifico di Johann Wolfgang von Goethe. Col suo metodo oggettivo nell’osservare il mondo naturale scoprì la legge eterna che esso racchiude, la sua essenza e definì l’Idea, il vero principio delle cose, Dio.

I suoi studi di botanica provarono che il mondo vegetale è una unità fondamentale, derivante da una unica pianta primordiale, da una sola forma ideale, la foglia. La teoria della metamorfosi ipotizza che da questa ne derivino delle singole modificazioni date dai principi costitutivi di una natura in incessante divenire. Nella natura della pianta si manifesta la legge creatrice delle forme. 

Secondo Rudolf Steiner la natura diventa il prodotto di una forza creatrice pensante, il Divino creatore pensante. L’intelletto rende la nostra percezione soggettiva e divide il mondo in concetti, mentre il nostro pensiero fa percepire l’essere universale che è in tutto, e quindi riporta al tutto, al mondo unitario del pensiero. Il pensiero possiede l’esigenza di unire la realtà esterna con la comprensione del mondo interiore nel raggiungimento dell’esperienza totale. L’uomo a differenza della pianta, possiede l’idea dentro di lui e grazie a questa può fare le stesse cose e continuare l’opera di Dio. Il mondo naturale invece soggiace all’idea e alle sue forze, e quindi non è libero. Le leggi che il nostro spirito scopre nella natura, sono dunque Dio nella sua essenza, non sono soltanto da Lui create. 

Se l’uomo lascia parlare il proprio intimo intorno alla natura, riconosce ch’essa rimane al di sotto di quanto potrebbe compiere grazie alle sue forze impulsive. Lo spirito vede in forma più perfetta ciò che l’esperienza contiene, e scopre che la natura, con le sue creazioni, non raggiunge i propri intenti. Egli si sente chiamato a rappresentare quegli intenti in forma più perfetta: crea figure nelle quali mostra che cosa la natura abbia voluto, riuscendo però a compierlo solo fino a un certo grado. Queste figure sono le opere dell'arte. In esse l'uomo produce in modo perfetto ciò che la natura mostra imperfettamente. Le creazioni dell’artista sono oggetti naturali a un grado più alto di perfezione.


Gli Archetipi assumono diverse forme, dalle prime più chiuse e ovaleggianti, durante il processo artistico, si passa attraverso una metamorfosi ad altre più complesse, fino ad  assumere nelle composizioni il numero di tre. Questo passaggio dalla ‘monade’ alla ‘triade’ sottolinea come l’intelletto tenda a percepire l’intero, l’idea, divisa in concetti, mentre la ragione tramite il pensare riporta tutto al mondo unitario del pensiero.

Come il germogliare di una pianta che tende a metamorfosarsi durante la sua crescita e a moltiplicare i suoi rami sulla cima, così si può pensare un archetipo. 

Lo stesso pensiero può possedere questa caratteristica mobile, tanto che il pensare morfologico si può pensare anche come pensare artistico in quanto nell'arte, l'idea iniziale cresce e genera morfologicamente altre idee, da una all'altra, in modo organico. 

Un processo che si può paragonare a quello alchemico di trasmutazione, in quanto partendo da un'idea si arriva ad un'altra, non saltando da un'idea all'altra, ma seguendo un passaggio in modo organico. 

Mentre le forme protagoniste cercano di mantenere una tridimensionalità volumetrica, la linea scura tende ad appiattire gli sfondi in cui esse vivono sospese, mantenendo un’atmosfera onirica. Come un sogno, un’apparizione, un fantasma vogliono affacciarsi nel mondo reale e svelarsi alla coscienza umana. 



The Shape


To explain the true nature of the archetype, we must refer to the scientific method of Johann Wolfgang von Goethe. With his objective method of observing the natural world, he discovered the eternal law that it contains, its essence, and defined the Idea, the true principle of things, God.

His botanical studies proved that the plant world is a fundamental unity, deriving from a single primordial plant, from a single ideal form, the leaf. The theory of metamorphosis hypothesizes that from this derive individual modifications given by the constitutive principles of a nature in constant evolution. In the nature of the plant, the creative law of forms is manifested.

According to Rudolf Steiner, nature becomes the product of a thinking creative force, the Divine Thinking Creator. The intellect makes our perception subjective and divides the world into concepts, while our thought makes us perceive the universal being that is in everything, and therefore brings us back to everything, to the unitary world of thought. Thought has the need to unite external reality with the understanding of the inner world in achieving total experience. Man, unlike the plant, possesses the idea within him and thanks to this he can do the same things and continue the work of God. The natural world, on the other hand, is subject to the idea and its forces, and therefore is not free. The laws that our spirit discovers in nature are therefore God in his essence, they are not only created by Him.

If man lets his inner self speak about nature, he recognizes that it remains below what it could accomplish thanks to its impulsive forces. The spirit sees in a more perfect form what experience contains, and discovers that nature, with its creations, does not achieve its intentions. He feels called to represent those intentions in a more perfect form: he creates figures in which he shows what nature wanted, but succeeds in accomplishing it only up to a certain degree. These figures are the works of art. In them man produces perfectly what nature shows imperfectly. The artist's creations are natural objects at a higher level of perfection.


Archetypes take on different forms, from the first more closed and oval-shaped, during the artistic process, they pass through a metamorphosis to other more complex ones, until they assume the number of three in the compositions. This passage from the 'monad' to the 'triad' underlines how the intellect tends to perceive the whole, the idea, divided into concepts, while reason through thinking brings everything back to the unitary world of thought.

Like the sprouting of a plant that tends to metamorphose during its growth and to multiply its branches at the top, so one can think of an archetype.

The same thought can possess this mobile characteristic, so much so that morphological thinking can also be thought of as artistic thinking since in art, the initial idea grows and morphologically generates other ideas, from one to another, in an organic way.

A process that can be compared to the alchemical one of transmutation, as starting from one idea you arrive at another, not jumping from one idea to another, but following a passage in an organic way.

While the main forms try to maintain a volumetric three-dimensionality, the dark line tends to flatten the backgrounds in which they live suspended, maintaining a dreamlike atmosphere. Like a dream, an apparition, a ghost they want to appear in the real world and reveal themselves to human consciousness.


Alessia Delvecchio
ARCHETIPI,  Catalogo,  Aprile 2025